Sibilla

Cuma-Antro-sibilla

Apollo le promise che avrebbe esaudito qualsiasi suo desiderio, se lei fosse diventata la sua amante.

La Sibilla Cumana afferrò una manciata di terra e disse:

“Voglio vivere tanti anni quanti sono i granelli che ho in questa mano”.

Si dimenticò però di chiedere anche l’eterna giovinezza.

I granelli erano mille.

Passarono gli anni e passarono i secoli.

La Sibilla divenne così vecchia e raggrinzita, con il corpo così piccolo e consumato, simile a quello di una cicala, che fu deciso di rinchiuderla in una gabbietta, all’ingresso dell’antro di Cuma.

Trascriveva i suoi vaticini su delle foglie di palma, ma i venti, provenienti dalle 100 aperture dell’antro lungo e misterioso, sollevavano e mescolavano le foglie, rendendo ogni volta estremamente arduo ricomporre esattamente il responso.

Quando un giorno dei bambini le chiesero cosa desiderasse di più, la Sibilla rispose:
“Voglio morire.”

Il suo corpo scomparve.

Di lei rimase solo la voce.

© RitaLopez

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