Mese: luglio 2016

L’uomo e la macchina

 

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La costruzione della Eastern Railroads, la  linea ferroviaria che  dal confine della Virginia occidentale arriva fino al fiume Ohio, fu un’impresa monumentale.

E’ là che sono nato e cresciuto, in un villaggio annidato sulle alte e sterminate colline degli Appalachi.

Il mio bisnonno era uno delle migliaia di afro-americani liberati dalla schiavitù, ansiosi di iniziare una nuova vita per se stessi e per le proprie famiglie.

E la ferrovia, che trasformò la storia della nostra regione disseminata di fattorie, fu la sua occasione e quella di migliaia di disperati e fiduciosi come lui.

Per costruire il tunnel che attraversa la Big Bend Mountain, gli operai lavorarono contemporaneamente da entrambe le estremità della montagna.

Tre anni di scavi, utilizzando la forza delle braccia, facendo saltare la roccia con gli esplosivi.

Tre anni per la costruzione dei ponti, e la posa dei binari, servendosi dei cavalli e dei muli per i carichi più pesanti.

Senza sosta. Dal mattino alla sera. Tre anni.

Il mio bisnonno usava il martello e la forza di cento locomotive nel braccio, per trivellare a mano i fori, profondi fino a 14 piedi nella roccia, dove poi veniva messa la dinamite.

Tutti i giorni, con un martello da nove chili in mano. Per tutto il giorno, con i muscoli e la concentrazione, facendosi strada, a fatica, metro dopo metro, attraverso la Great Bend Mountain.

E poi arrivarono le trivelle a vapore e gli operai  erano preoccupati, perché in altri cantieri avevano già soppiantato le macchine agli uomini. Le trivelle erano veloci, non si facevano male, non si stancavano, non si ammalavano.

E quando la prima trivella fece la sua comparsa davanti al tunnel della Great Bend Mountain, il mio bisnonno scommise davanti a tutti che avrebbe battuto  la macchina.

“Vincerà chi scaverà il buco più profondo nel giro di cinque minuti”, disse.

La gara feroce, la battaglia epica, ebbe inizio.

L’uomo e la macchina. Fianco a fianco.

Un colpo, forte come l’acciaio, per l’Africa tutta intera, dannazione!

Un colpo per gli anni vissuti da schiavo, cazzo!

Un colpo per le catene ai polsi, ‘fanculo!|

Un colpo per tutti gli operai del cantiere che stavano là, a guardarlo, trepidanti.

Un colpo per la sua Polly Ann che lo aspettava a casa,  con suo figlio nella pancia.

Scadde il tempo.

La macchina cessò il suo rumore infernale e il mio bisnonno abbassò il martello e sputò per terra.

Le narici dilatate, il fiato corto, gli occhi rossi e infuocati di polvere, la camicia fradicia di sudore.

All’improvviso si accasciò e morì. Il martello ancora in mano.

La sua buca era profonda 27 piedi, rispetto ai 21 della macchina: aveva battuto la trivella.

E quindi signori, se vi trovate nei pressi della Great Bend Mountain e sentite il fischio di un treno lacerare il silenzio degli Appalachi, ricordate che il tunnel fu portato a termine interamente col lavoro fisico di centinaia di uomini.

Con la loro fatica, il loro sudore, il loro sangue.

Grazie all’orgoglio di un afro-americano, il mio bisnonno,  il cui nome era John Henry.

(Dedicato a te. So che leggi ogni giorno il mio blog dall’America lontana. Grazie.)

© RitaLopez

 

Liebster Award 2016

LiebsterAward

Sono stata nominata da Elena Tamborrino, del blog Io e Pepe (e libri e altro), per partecipare al contest Liebster Award 2016, un modo per far circolare idee e suggestioni dai blog che seguiamo e amiamo di più.

Grazie Elena per aver acceso i riflettori su https://lopezrita.wordpress.com/ assegnandomi questo premio.

Ecco le mie risposte alle tue domande:

1 Qual è il libro che stai leggendo? 

In realtà non leggo mai un solo libro alla volta. Mi piace alternare contemporaneamente le letture di due o tre libri. In questo periodo ho tra le mani “Il teatro di Sabbath” di Philip Roth, “I detective selvaggi” di Roberto Bolaño, sto rileggendo “La casa di Augusto” di Andrea Carandini, e ho appena iniziato “Purity” di Jonathana Franzen.

2 Quando hai pensato di aprire un blog e perché? 

E’ una cosa a cui non ho mai pensato. Sono stati i miei amici di Facebook che mi hanno letteralmente spinto ad aprire un blog. Le principali “colpevoli” di questo losco complotto sono state due carissime amiche: una sei tu, Elena,  e l’altra è Francesca Argenti (che mi ha guidato passo passo nella parte più tecnica, quando le ho posto la fatidica domanda: “Come minchia si fa ad aprire un blog?”).

3 Qual è il primo libro che ricordi di aver letto? 

“Cuore” di De Amicis. Avevo sette anni. Me lo regalò mio nonno il giorno del mio compleanno. Venne a prendermi all’uscita di scuola, con la bicicletta. Lo vidi, in mezzo alla folla di altri bambini, che mi aspettava sotto il grande albero di pino. Teneva la bici ferma con una mano e un pacchetto incartato nell’altra. Ci aveva scritto anche la dedica. Quando sono andata via da Bari per venire a Roma, l’ho portato con me.

4 C’è un libro in particolare a cui leghi dei ricordi speciali? 

“La nostalgia non è più quella d’un tempo” di Simone Signoret. L’ho letto in uno dei periodi più bui della mia vita. Me lo prestò una mia amica (era Barbara, che tu conosci). Ho sempre pensato di comprarlo, dopo averglielo restituito, per avere una copia tutta per me, ma non l’ho mai fatto. In seguito l’ho cercato per anni, quando ormai era andato fuori produzione, e non l’ho più trovato. L’anno scorso, su Facebook, ho letto un post in cui si parlava di questo libro. Ho commentato anch’io, raccontando quanto e perchè mi sarebbe piaciuto rileggerlo. Un ragazzo che non conoscevo è intervenuto nei commenti, dicendomi che ne possedeva una copia e che sarebbe stato felice di regalarmela. Lo ha fatto davvero. Il suo libro è a casa mia. Insieme alla valanga di ricordi speciali. Non è straordinario?

5 La tua citazione preferita? 

“Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza”, Che Guevara.

La durezza, il senso di responsabilità, l’autodisciplina. E l’umanità. Mi piace moltissimo.

6 Qual è il criterio con cui ordini la libreria di casa? 

Nessun criterio. Anarchia totale. Fino ad un mese fa, quando mia figlia si è messa ad ordinare i libri in ordine alfabetico per autore. Ed è fantastico. Trovo tutto.

7 Come consideri l’esperienza del tuo blog? 

E’ un’esperienza coinvolgente, divertente, a volte terapeutica. Scrivere sul blog mi ha permesso di mettermi in gioco, di sfidarmi, di ridere di me stessa. Grazie al blog ho conosciuto gente straordinaria. E poi quando mi scrivono in privato, mi fanno i complimenti… non può non essere appagante.

8 Cosa ti piace fare, oltre a curare il tuo blog? 

Mi piace leggere. Mi piace stare con la mia famiglia. “Mi piace far canzoni, bere vino, mi piace far casino” (cit. F. Guccini). Mi piace l’archeologia. E mi piace scavare.

9 Qual è  il tuo “luogo dell’anima”, se ne hai uno? 

Ne ho più di uno. Ne ho due. Uno è a Bari. L’altro a Roma.

A Bari è sul Fortino. Ci andavo spesso con mio padre, da bambina, la domenica. Il mare davanti, la città vecchia alle spalle, il lungomare con le sue luci di lato. La mia città/mamma.

A Roma è nel Foro Romano. Sono anni che vado a scavare lì. La bellezza, la magnificenza, la sacralità dell’Urbs, mi toglie il fiato. Ogni volta. La mia citta’/mamma adottiva.

10 Hai esperienze di social reading? Se sì, quali? 

Sì. LeggoNobel e TwLetteratura per esempio. E’ un’idea simpatica, anche per una lettrice indisciplinata e disordinata come me.

11 Che tipo di musica ascolti? Metti il link a un brano musicale che ti piace in modo particolare.

Sono irrimediabilmente prigioniera del rock. Ma mi piace anche il blues. So che non potrei, ma lo faccio lo stesso. Metto due link, perchè tra questi due non so decidermi.

 

Regolamento Liebster Award 2016 

Prima di rivelare i nomi degli 11 blog da me individuati per l’assegnazione del premio, vi riporto le regole da seguire nel caso in cui decidiate di partecipare:
– ringraziare il blog che ti ha nominato ed assegnato il premio, linkando il suo blog nel post;
– inserire il “widget” o “gadget” del premio nel post;
– rispondere alle domande che il blogger ti ha posto;
– formulare 11 domande per gli 11 candidati che hai menzionato;
– informare i blogger del premio assegnato;
– indicare le regole.

I miei  11 candidati al Liebster Award 2016*

L’arte spiegata ai truzzi

Energie come usarle di Nick Murdaca

Di Ruderi e di Scrittura di Gaetano Barreca

Erodaria di Chiara Bertora

Bugiesumiopadre

SoniaLambertini di Sonia Lambertini

FerruccioGianola di Ferruccio Gianola

*(ne ho scritti 7 perché gli altri 4 sono stati già nominati)

 

Queste sono le 11 domande che ho pensato per loro

  1. Quando hai iniziato a scrivere sul tuo blog?
  2. Perchè hai deciso di aprire un blog?
  3. Con che frequenza scrivi sul tuo blog?
  4. Quale post del tuo blog ti piace particolarmente? Linkalo.
  5. Quale post del tuo blog è piaciuto maggiormente ai tuoi lettori? Linkalo.
  6. Secondo te cosa piace del tuo blog ai tuoi lettori?
  7. Che consigli daresti a chi si cimenta ad aprire un blog?
  8. Che libro stai leggendo in questo periodo?
  9. Consigliami due libri che non posso non leggere.
  10. Consigliami due film che non posso non vedere.
  11. Hobby preferito?

 

Sibilla

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Apollo le promise che avrebbe esaudito qualsiasi suo desiderio, se lei fosse diventata la sua amante.

La Sibilla Cumana afferrò una manciata di terra e disse:

“Voglio vivere tanti anni quanti sono i granelli che ho in questa mano”.

Si dimenticò però di chiedere anche l’eterna giovinezza.

I granelli erano mille.

Passarono gli anni e passarono i secoli.

La Sibilla divenne così vecchia e raggrinzita, con il corpo così piccolo e consumato, simile a quello di una cicala, che fu deciso di rinchiuderla in una gabbietta, all’ingresso dell’antro di Cuma.

Trascriveva i suoi vaticini su delle foglie di palma, ma i venti, provenienti dalle 100 aperture dell’antro lungo e misterioso, sollevavano e mescolavano le foglie, rendendo ogni volta estremamente arduo ricomporre esattamente il responso.

Quando un giorno dei bambini le chiesero cosa desiderasse di più, la Sibilla rispose:
“Voglio morire.”

Il suo corpo scomparve.

Di lei rimase solo la voce.

© RitaLopez