L’Afrodite di Prassitele

Afrodite_cnidia

“Poserai nuda per me?” chiese lo scultore Prassitele alla cortigiana Frine, dopo che avevano passato la notte insieme.

“E perché mai?” chiese la puttana più famosa e più richiesta di Atene, stiracchiando le braccia e mettendo in mostra i seni strepitosi.

“Gli abitanti di Coo mi hanno chiesto una statua di Afrodite, per il loro nuovo tempio”, rispose Prassitele.

“E vuoi me come modella? Una prostituta per rappresentare una dea?” rise Frine puntandosi l’indice sul petto.

“Voglio te come modella” rispose lui, tornando avido a baciarla.

Agli abitanti di Coo non piacque la statua di culto che avevano commissionato a Prassitele  per il nuovo santuario della dea Afrodite. Rimasero a bocca aperta nel vedere che la dea era rappresentata completamente nuda, una nudità che fino ad allora era stata riservata soltanto alle rappresentazioni maschili. Non se la sentirono davvero di accettare una simile novità e preferirono invece prendere un’altra statua di Afrodite, più tradizionale, che Prassitele aveva nel suo negozio.

Di lì a poco giunsero ad Atene alcuni ambasciatori di Cnido.

Si trovarono a passare dalla bottega del famoso Prassitele. Videro la statua della dea nuda e gli piacque moltissimo.

L’acquistarono e la portarono al loro tempio di Afrodite, a Cnido, che  conquistò, da allora,  fama eterna.

Per secoli schiere di pellegrini devoti venerarono l’immagine della dea, raffigurata in procinto di partecipare al bagno sacro, nelle sembianze della procace e peccaminosa Frine, la meravigliosa sgualdrina.

La veste che mille volte era stata sfilata dalle braccia esperte della cortigiana, era posata delicatamente su un grande vaso, posto di fianco.

Lo sfacciato esibizionismo che faceva impazzire politici, notabili, filosofi e poeti, tradotto in un’apparente insicurezza, appena rivelata dalla flessuosità del corpo.

La seduzione irresistibile del ventre davanti a cui qualsiasi prezzo diventava lecito, pudicamente coperta dalla mano destra.

Il capo dalla chioma sciolta e spettinata che ad ogni amplesso si sollevava lascivo, convertito  in una testa ordinata, dai riccioli sapientemente raccolti dietro la nuca.

Prassitele, il genio, sapeva bene che ogni donna è la sintesi sublime tra la passione sfrontata e irriverente di una lussuriosa e la grazia pudica e composta di una dea.

© RitaLopez

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...