La regina guerriera

Mio padre era un re fantoccio, messo dai Romani alla guida della nostra gloriosa tribù, solo per rendere meno traumatica la consapevolezza che ormai erano altri a governarci.

Era già anziano e malato quando sposò la giovane e fiera Boudica, da cui ebbe due figlie e prima di morire, nominò erede del suo regno la bella moglie  dai lunghi capelli rossi.

Ma alla morte del re fantoccio i Romani, ignorando la volontà del vecchio, occuparono le nostre terre.

La nobile e audace Boudica si recò di persona davanti ai legionari, per rivendicare il suo regno, tenendo per mano le sue bambine.

La statura enorme, gli occhi e i capelli di brace, il torques celtico attorno al collo, la voce possente e amplificata: tutto, in lei, emanava fierezza ed energia.

La reazione dei Romani fu violentissima.

La giovane regina fu denudata e frustata.

Le sue bambine stuprate.

“Mangerò il vostro cuore”, sibilò tra il sangue e le lacrime la rossa Boudica.

“Mangerò il cuore di ognuno di voi!”.

Il giorno seguente la guerriera dai capelli di fuoco radunò le sue genti e alla guida di un carro, su cui aveva posto le due figlie, scorreva le fila del suo popolo, urlando con la  voce di tuono possente, simile ad una dea:

“Non vi chiedo vendetta come una regina che ha perso il suo regno e le sue ricchezze.

Vi chiedo vendetta come una donna qualunque.

Una donna qualunque a cui è stata tolta la libertà.

Una donna qualunque, offesa nel corpo e nell’anima.

In questa guerra o si vince o si muore.

Questa è la decisione di una donna.

Gli uomini possono anche scegliere di continuare a vivere da schiavi!”

L’esercito di Boudica, composto da donne e da uomini, da famiglie intere, sconfisse i Romani a Camulodunum, e poi al Londinium e poi anche a Verulanium, lasciando i nemici esterrefatti di fronte alla furia e al coraggio di un  popolo armato soltanto di lance e scudi, privo di armatura, guidato dalla regina guerriera dai lunghi capelli di fuoco.

Ma alla fine le micidiali armi dei Romani ebbero il sopravvento.

La giovane e fiera Boudica, prima di avvelenarsi, si tolse il torques celtico dal collo e me lo porse.

“Nascondilo in un posto sicuro” mi disse.

“E’ il simbolo della Libertà, del Valore individuale e dell’Onore.

Che una Donna qualunque possa trovarlo e indossarlo.”

La regina guerriera, mia madre, mi accarezzò sulla testa: “Vai!” mi disse.

Sotterrai il torques in una buca profonda della terra, in un posto che solo io sapevo.

Scappai nei boschi dietro  Watling Street, trascinando mia sorella con me.

Nessuno ebbe più notizie di noi due.

© RitaLopez

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