Pietre su Rokhshana

LAPIDAZIONE

Fa tanto caldo in questa parte del mondo dimenticata da Dio e dagli uomini.

Fa tanto caldo, nonostante sia solo mattina presto.

E pure le montagne aride, attorno a questo campo brullo, lasciano presagire l’afa impietosa che tra non molto opprimerà l’aria, rendendola irrespirabile.

Hanno scavato una buca profonda, qui, al centro di questo campo secco e ricoperto di sassi.

Ci sono uomini attorno alla buca, una trentina, alcuni in piedi, altri accovacciati sulle ginocchia, che attendono lo spettacolo.

Hanno i telefonini in mano, pronti per filmare l’avvenimento.

Dentro la buca c’è Rokhshana, di 19 anni, avvolta nel suo abito lungo e nero.

Ha le braccia tenute ferme da una grossa corda, legate strette ai lati del corpo.

L’ultimo viso che le si è parato di fronte, prima di essere calata, è stato quello di suo padre, che si è rifiutato di perdonarla.

La voce tremante di Rokhshana è scivolata lungo la distesa arida: “Ti prego, padre!”.

Ma il vecchio, dritto di fronte a lei, imperturbabile, ha scosso la testa.

Nella buca, dove Rokhshana è stata calata, iniziano ad essere scagliate le prime pietre.

Una pietra per avere disonorato l’anziano marito scelto da tuo padre e tuo fratello.

Una pietra per essere scappata, di notte, con il giovane Mohammed.

(I gemiti ovattati di Rokhshana coprono il campo riarso).

 Una pietra per aver passato la notte insieme a lui, accucciati in una grotta, tra le montagne silenziose.

Una pietra per aver provato  il piacere del calore delle sue mani sui tuoi fianchi.

(I lamenti strozzati di Rokshana si alzano fino al cielo bianco).

Una pietra per la tua pelle lucida di bronzo, sfiorata dalle sue labbra.

Una pietra per i tuoi lunghi capelli  aggrovigliati tra le sue dita.

Una pietra per le sue parole infuocate sussurrate nelle tue orecchie.

Una pietra, e una pietra, e un’altra pietra ancora.

(Il grido straziante di Rokshana raggiunge il sole impietoso).

Poi il silenzio.

Gli uomini ora si allontanano a gruppetti, compreso tuo padre, che stanotte si stenderà al fianco di tua madre scossa da singhiozzi silenziosi, mentre la tua stanza rimarrà vuota.

Il giovane Mohammed è rimasto a casa dei suoi genitori.

Se l’è cavata con qualche frustrata.

Un giorno  anche per lui sarà scelta una giovane ragazza, innamorata di un altro, ma costretta a sposarlo.

Come te, Rokshana. Proprio come te.

© RitaLopez

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...