Ciccillo u’ furnar

Festa_Mulino_set2012-37-91480_960x368

Mi piaceva andare al forno di Ciccillo.

IL contrasto tra il freddo pungente che ti pizzicava le guance e il tepore da braccia materne che ti assaliva quando entravi, era quanto di più appagante avessi potuto immaginare.

Ciccillo lavorava in canottiera, anche in inverno.

Canottiera bianca, pantaloni ascellari tenuti su dalle bretelle e coppola nera in testa.

Si muoveva con la sua grossa pancia all’interno del forno, sul pavimento antico di pietra bianca di Puglia, e preparava il pane e le focacce e le pizze e i dolci.

Attizzava il fuoco come un vecchio e saggio stregone, un domatore buono di serpenti e mentre aspettavo la mia pagnotta di semola gialla da un chilo, mi porgeva una pastarella di mandorle.

Ciccillo non era un fornaio qualunque.

Ciccillo faceva un pane che “parlava”.

Quando uscivo dal forno, mi stringevo la pagnotta calda al petto.

L’odore di pane fresco nelle narici.

Non potevo resistere. Ne staccavo un pezzo e tornavo a casa mangiando.

Io non so come spiegarlo, ma il suo pane era allegro, sapeva di “buono”, di festa, di familiare.

E poi successe l’irreparabile, la tragedia senza ritorno.

Il mostro colpì anche Ciccillo e la sua casa e il suo forno. E persino il suo pane.

Morì uno dei suoi figli. Ucciso sulla provinciale  mentre tornava a casa in motocicletta, investito da un camion.

Io non so come spiegarlo, ma  il suo pane, da allora,  cambiò sapore.

Mangiavo il solito pezzo di pagnotta, rifacendo la via per tornare a casa, e potevo sentire lo strazio mentre masticavo, il vuoto del cuore, il baratro senza fondo.

Il dolore di Ciccillo arrivava su su fino ai miei occhi, mentre addentavo la crosta scura.

Ed io davvero non so come spiegarlo, ma certo non poteva essere frutto della mia immaginazione.

Il suo pane “parlava” davvero, perché a me sembrava che facesse lo stesso effetto anche agli altri della mia famiglia.

Avremmo riconosciuto il pane di Ciccillo tra mille, ad occhi chiusi, semplicemente masticandolo. Ne sono certa.

©RitaLopez

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...