Le cicale di Malia

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“Le cicale cantano a squarciagola qui. Sempre. Ma in questo periodo il loro frinire è assordante.

Sono molti giorni ormai che mio padre, il Re-Sacerdote del grandioso palazzo di Malia, è preoccupato.

La nostra Dea Madre, la Dea dei Serpenti, dal seno prosperoso, dice che una grande sciagura sta per arrivare dal mare sulla nostra isola, la nostra Creta.

E niente sarà più come prima.

Giorno e notte mio padre compie sacrifici, versando nei pozzi sacri le offerte votive, per compiacere gli dei.

Ma io non ci credo.

Io penso che la nostra Dea Madre questa volta si sbagli.

Come possono svanire nel nulla il nostro palazzo, qui a Malia, e quelli grandiosi di Cnosso e di Festo?

Niente è più sicuro dei nostri lunghi corridoi ombrosi dalle pareti affrescate con  grifoni color cremisi e  con i delfini azzurri simboli di gioia.

Niente è più possente del labirinto di  miriadi di stanze disposte su più livelli, dove è bello perdersi in mezzo alla foresta di fitte colonne ricavate dai tronchi di cipresso.

Come possono gli dei non gradire le nostre gloriose processioni dirette alla corte centrale, là dove le donne gareggiano insieme agli uomini, volteggiando sui tori con abilità e coraggio?

Come possono non gradire le larghe scalinate che conducono ai santuari da cui si vede il mare?

Sì, di sicuro la nostra Dea Madre questa volta si sbaglia.

Noi, sovrani dei mari,

noi che viviamo in una natura rigogliosa, che ci permette di riempire di olio e di grano i magazzini stracolmi di giare,

noi che sappiamo leggere e scrivere i caratteri impressi con i nostri sigilli,

noi maestri nella lavorazione della ceramica, così come dell’oro, delle gemme e delle pietre preziose….

Noi siamo benevoli agli dei. ”

Ma gli dei un giorno smisero di apprezzare la devozione dei Minoici.

Li colpirono proprio da dove essi avevano costruito la propria fortuna: dal mare.

Un gigantesco maremoto, provocato dal vulcano della vicina Santorini, distrusse gli antichi palazzi. Niente fu più come prima.

Solo le cicale cantano ancora a squarciagola. Sempre. Il loro frinire è assordante.

© RitaLopez

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