24 agosto 79 d.C.

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“Eccomi Etia. Sto tornando.

Due anni di lontananza sono davvero troppi per chi è innamorato. Una eternità.

Ma non partirò più, te lo prometto.

Ora che ho il denaro sufficiente diventerai mia moglie e farò riaffrescare la nostra casa, là tra il foro principale e il sacello degli augustali.

Odio questa nave che non va più in fretta di così.

Vedo Herculaneum da lontano, si staglia sotto la nostra montagna possente e penso che mi è mancata da morire.

E mi sei mancata da morire tu, Etia.

Stasera ti avrò di nuovo tra le mie braccia così come ti ho sognato per tutte queste notti passate.

E credimi se ti dico che non c’è un posto al mondo più bello e accogliente della nostra Herculaneum affacciata sul mare.

E non c’è al mondo un posto più bello e accogliente di te.

Svegliarmi aggrovigliato tra i tuoi capelli e le tue braccia e le tue gambe: questo è tutto ciò che desidero”.

Fu un attimo.

Dalla nave in lontananza tutti i marinai assistettero increduli alla immensa colonna di fumo che si alzava per chilometri su per il cielo e all’enorme nube nera che piombava su Herculaneum, oscurandola completamente.

(©) R.L.

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