Come palle impazzite su un tavolo da biliardo

Immagine

 

Un ragazzo del liceo e suo fratello maggiore ai primi anni dell’università, insieme, in auto, sulla provinciale infuocata dal sole di un’estate della metà degli anni 60.

Questa è la scena.

Una scena come tante, niente di speciale.

Ma accade a volte che le nostre vite abbiano virate improvvise e travolgenti.

Mi sono sempre chiesta cosa accade, per quale misteriosa ragione, all’improvviso, il corso di un’esistenza venga interrotto da qualcosa che letteralmente lo sconquassa, lo travolge e fa cambiare inspiegabilmente i percorsi su cui un attimo prima stavamo camminando.

Come palle impazzite su un tavolo da biliardo, sconvolte da quella impercettibile piccola mossa della pallina rossa.

Un’auto che sorpassa da dietro, in curva, ad altissima velocità.

Il fratello alla guida che cerca di accostarsi quanto più possibile sulla destra.

L’auto che sbanda e va a schiantarsi sui muretti a secco sul ciglio della strada.

L’impatto fortissimo.

Un attimo. Un brevissimo, bastardissimo, fottutissimo attimo.

E l’attimo dopo il ragazzo si trova accanto il fratello maggiore accasciato sul sedile, con la testa spaccata e il volto coperto di sangue.

Quello stesso fratello maggiore che un attimo prima era lì al volante e lo prendeva in giro, e rideva.

Il fungo di una bomba nucleare di inaudita potenza esploso nel cielo azzurro di agosto, che collassa all’improvviso con ferocia cieca sulla provinciale infuocata e sugli alberi secolari di ulivo, dove prima cantavano le cicale, e sui trulli disseminati nella campagna, giù giù fino a raggiungere il mare.

Un attimo. Solo un attimo. E la nostra vita può essere stravolta per sempre.

Un dolore troppo grande per delle spalle troppo giovani.

Un dolore che come il fungo di una bomba nucleare sarebbe arrivato, anni dopo, col suo velo di morte, fino a me.

Il ragazzo e l’orlo del baratro.

Da una parte l’abisso senza fondo che portava alla pazzia.

Dall’altra gli anni di piombo che erano all’orizzonte e le organizzazioni militanti dell’estrema sinistra in cui buttarsi a capofitto. Per sopravvivere.

Le palle da biliardo cambiarono completamente la loro traiettoria.

©RitaLopez

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...