Due stecche di cioccolata

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C’era questa ragazzina che mi squadrava sempre dalla testa ai piedi, a cui forse non andavano a genio le mie scarpe vecchie e le mie ginocchia perennemente sbucciate.

Aveva la capacità di farmi sentire a disagio ogni volta, di farmi vergognare non so neanche io di cosa.

E un pomeriggio fummo costrette, io e mia sorella, ad andare alla sua festa di compleanno. Mamma aveva comprato due stecche di cioccolata perché non andassimo a mani vuote. Di più non poteva.

Eravamo nei nostri vestiti migliori. Il mio era bianco con dei fiorellini colorati.

Lo aveva cucito mamma.

Io e mia sorella. Le scarpe di vernice nera e i calzettoni bianchi che arrivavano fin sotto il ginocchio.

Ripulite e pettinate per la grande occasione.

Ogni bambina offriva compiaciuta il suo regalo alla festeggiata. C’erano borsette di vernice, collane con i ciondoli, braccialetti d’argento.

Pensavo a quando sarebbe arrivato il nostro turno e mi sentivo a disagio.

“Dagliele tu!” sussurrai a mia sorella.
“No, sei tu la più grande. Dagliele tu”, replicò lei.

La tipa continuava ad aprire i pacchi.

Libri di favole, vestiti e accessori per lei, vestiti e accessori per la Barbie, una radio rossa con l’antenna.

Volevo scappare.

E invece arrivò il turno mio e di mia sorella.

Le porsi le due stecche di cioccolata  con il più forzato dei sorrisi.

La tipa neanche le prese in mano.

Mi squadrò dalla testa ai piedi, come era solita fare, e disse: “No, non mi piace la cioccolata”.

Fu una della più grandi umiliazioni della mia vita.

Una delle peggiori, una delle più scottanti.

Io e mia sorella passammo tutto il pomeriggio sedute su due sedie accostate a una parete ricoperta da orribile carta da parati a motivi floreali, mentre la festeggiata ballava al centro della stanza, con le sue amiche.

Mia sorella scartò la cioccolata e la mangiò, un pezzetto alla volta. Aveva la bocca e la faccia sporche.

Me ne porse anche un po’, ma io scossi  la testa, con sdegno.

Io … io sognavo di avere un kalashnikov ak 47 tra le mani.

© RitaLopez

 

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