Alcesti

1270646406100_22

Da ragazza, tanti anni fa, ero l’ancella di Alcesti, moglie del re di Fere, in Tessaglia.

Admeto, questo era il nome del re.

Admeto aveva ospitato Apollo ed il dio, in cambio, gli aveva fatto un regalo.

Gli aveva dato la possibilità di rimandare il giorno della sua morte, quando questo sarebbe arrivato, se avesse trovato un uomo o una donna disposti a morire per lui.

Passarono gli anni. Io ero felice a fianco della mia regina.

Le pettinavo i lunghi capelli, cantavo per lei quando era triste.

Era bellissima. Aveva la bellezza di chi non sa di essere bella.

Un giorno Thanatos, la Morte, bussò alla porta di Admeto.

Cercava proprio lui.

Admeto sentì un groppo in gola, ma poi si ricordò della promessa di Apollo.

Eravamo tutti nella grande sala, il fuoco accesso scoppiettava, ma un grande gelo era sceso in mezzo a noi.

Thanatos aspettava sulla soglia della porta, il viso impassibile.

Admeto si rivolse ai suoi genitori, ma né suo padre, né sua madre, erano disposti a morire al suo posto.

Chiese disperato ai suoi fratelli e alle sue sorelle. Chiese agli amici più intimi, quelli con cui era andato a caccia da ragazzo, chiese ai servitori, chiese ai soldati.

Ciascuno scuoteva con terrore la testa.

“Io. Io morirò per Admeto”.

Tutti si girarono verso la persona che aveva pronunciato quelle parole.

Mi voltai anche io, con orrore. Era Alcesti. Era lei che aveva parlato. La mia regina.

Attraversò tutta la sala, fin sulla soglia, dove Thanatos l’aspettava.

Non so quanti la guardarono in faccia ma io, io la osservai bene.

Camminava lenta e spavalda e aveva, ne sono sicura, un leggero sorriso, sprezzante, sulle labbra.

Potevo leggere l’ipocrisia sui volti duri dei suoi suoceri, che evitavano di guardarla.

Potevo leggere il disagio sulle mani nervose delle sue cognate e sugli occhi bassi dei suoi cognati.

Ma soprattutto vidi tutta la falsità e la paura e la vigliaccheria di quel piccolo uomo che tutti chiamavano Re.

L’unico che si rese conto di tutto questo fu Thanatos. Mi guardò con sguardo complice, prese per mano la mia Regina e andò via con lei.

©RitaLopez

(nella foto “Alcesti e Admeto” affresco proveniente da Ercolano)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...