Niobe

Immagine

Vi racconterò di una delle tragedie più grandi, perché non esiste tragedia più grande di una madre che vede morire i suoi figli.

E la madre di cui vi parlo io, di figli ne perse 14.

Niobe. Niobe la prolifica, la leonessa con i suoi cuccioli.

Niobe dal ventre accogliente, la nutrice, la giumenta generosa.

Quale madre, ditemi, non si glorierebbe di una prole così consistente?

E Niobe si gonfiava d’orgoglio quando si circondava dei suoi figli, così numerosi e così rumorosi.

La dea Latona, di figli, ne aveva solo due: Apollo e Diana.

Credete che la gioia di Niobe non stimolasse la sua invidia?

Vi sbagliate.

Latona, gelosa come le dee sanno essere.  Gelosa di quelle gioie così semplici e terrene e così meravigliosamente umane, che loro mai proveranno, mandò i suoi due figli a fare strage dei figli di Niobe.

Ad uno ad uno i ragazzi furono massacrati, sotto gli occhi della madre.

Apollo e Diana, a turno, inforcavano le frecce e senza pietà miravano al loro giovane cuore.

E dopo l’esecuzione, lasciarono Niobe, la madre straziata dal dolore, da sola, in mezzo a 14 cadaveri.

Come spiegarvi l’angoscia, il baratro, la pena, il martirio dell’animo di Niobe?

Chiese a Zeus di essere tramutata in marmo, in una pietra dura e fredda, perché il dolore che provava era insostenibile.

E Zues, mentre lei era ancora in lacrime, la tramutò in roccia e da quella roccia scaturì una fonte. Le lacrime di Niobe.

E quella roccia esiste ancora.

Si trova sul monte Sipilo, in Lidia.

©RitaLopez

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...