Endimione

Mentre Endimione, il bellissimo re pastore, suonava di notte il flauto in una grotta,
la melodia arrivò fino al cielo buio e giunse alle orecchie di Selene,
la dea Luna.
Lei, incuriosita, si coprì il capo con il velo bianco e volò in mezzo ad una miriade di stelle
verso la grotta nascosta nel bosco.
Il pallore del volto della dea illuminava l’aria intorno.
Seguendo il suono del flauto giunse alla grotta e vide Endimione.
La bellezza del giovane le tolse il respiro
e la bellezza della dea tolse il respiro a lui.
Si amarono tutta la notte e le notti seguenti.
Ma gli dei non hanno il cuore degli eroi.
Gli dei non sanno amare come gli uomini.
Selene sapeva che il giovane col tempo sarebbe diventato un vecchio grinzoso e sdentato e allora chiese e ottenne da Zeus che Endimione potesse dormire con eterna giovinezza.
Per l’eternità.
E così, da allora, lei va a trovarlo ogni notte e lo guarda dormire,
per sempre giovane, per sempre bello.
Lui è ancora lì che dorme, sospeso nel tempo, senza vita e senza passioni, immobilizzato in un attimo eterno, solo per poter compiacere gli occhi ingordi di Selene.
(nella foto Endimione dormiente di Canova, 1819-1822)

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