Marianna

Immagine

“Ti ricordi, marito mè?
Non volevi che andavo a lavorare ….perchè una fimmina sta male che lavora…..E mo?
E mo ca sì a u camposant…io, com aveva fa’?”
Non era ancora l’alba e Marianna si tirò su dal letto dove, al posto di un uomo, adesso dormivano tre dei suoi figli, mentre gli altri quattro erano accucciati a due a due nel resto della stanza.
Una stanza, la sua casa.
Aveva ancora un paio d’ore prima che la sirena della fabbrica suonasse.
Marianna, la possente, si tirò su i lunghi capelli.
Controllò le teste dei suoi figli, ad uno ad uno, per paura dei pidocchi.
La più piccola, sembrava un angelo!!!!, non aveva ancora due anni.
….e la fabbrica l’aspettava.
Marianna, toro scatenato, mise sul fuoco la pentola di fagioli.
Zitto!!! Zitto!!! Fece segno al figlio che aveva tirato su la testa dalle coperte e la guardava.
“Durm, ca iè nott ancora!!!!”
Francuccio rimise la testa sotto le coperte.
….e la fabbrica l’aspettava.
Marianna, il carro armato, si infilò le calze autoreggenti.
Si arrotolò le spalle e la testa con lo scialle nero di lutto, aprì la porta di casa e respirò a fondo.
Albeggiava.
….e la fabbrica urlò col suo lamento disumano e il suono fece rabbrividire Marianna più del gelo della mattina.
Marianna, la guerriera, si strinse nel suo scialle, alzò la testa e si diresse verso la fabbrica.
Per 40 anni ancora, ogni santissimo giorno, l’avrebbe affrontata.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...